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Italienisch - PatentinoWas hat der Führerschein mit Italienisch zu tun?La patente, dt.: Fahrerlaubnis, Führerschein. Führerschein?! Als Herr Greiner uns kurz vor Weihnachten ankündigte, wir würden im Mai zur "Patentino-Prüfung" nach Bozen reisen, war uns so manches noch sehr unklar. Bald brachten wir aber in Erfahrung, dass es sich bei diesem Examen um den Zweisprachigkeitsnachweis handelt, den die Südtiroler bei Bestehen einer ziemlich fiesen Prüfung erwerben können. Das "Patentino" ist im Land an Etsch und Eisack sehr begehrt. Erstens, weil bei Vorlage bei der Inskribierung an einer italienischen Universität die umständliche Sprachprüfung entfällt. Zweitens, weil es sich bei dem Zertifikat um einen begehrten Qualifikationsnachweis handelt, mit dem man bei Bewerbungen überall gut punkten kann. Am Sonntag früh um 8 Uhr zogen Sabrina, Alexandra, Markus, Philip und ich mehr oder weniger fertig von den Festivitäten des vorigen Abends (Ostwerk) los, um uns dieser sagenumwobenen Prüfung in Südtirol zu stellen. Nach vierstündiger Fahrt kamen wir in einem kleinen Dorf namens S............... (wie hieß des nochmal?) an, wo Herr Greiner unsere Zimmer organisiert hatte. Der Ausblick auf die fantastischen Bergkulissen ringsum verschlug uns fast die Sprache und wir wollten einfach nur kurz dasitzen, um das Panorama zu bewundern. Nach dem Zimmerbezug zwang uns Herr Greiner aber gleich zu einer Wanderung (jawohl, "Wanderung"!!!) nach Dreikirchen (übrigens superschön), wo wir eine detailverliebte Analyse der Fresken aus der Schule des (A. ?, wie war doch gleich der Name?) erlebten, ehe als Entschädigung für unsere Strapazen eine Kostprobe des schmackhaften südtiroler Essens winkte. Den Abend verbrachten wir in gemütlicher Runde erst in einem Restaurant, wo uns Herr Greiner noch einmal ein paar "Floskeln" für die Konversationsprüfung ins Gedächtnis zurückholte ("ho ricuperato due anni d'italiano", hat mir dann in der Prüfung sehr geholfen - danke!). Später folgte der (etwas zu gemütliche) Teil in einem weit weniger schicken Dorflokal. Tja, je länger der Abend... Der nächste Morgen, also der Morgen der Prüfung, begann auch dementsprechend und wir kamen nicht so recht in die Gänge, trödelten so rum, so dass Herr Greiner schon nervös wurde und wir um ein Haar zu spät zu der schriftlichen Prüfung gekommen wären! In der ganzen Hetze müssen wir wohl ein Halteverbot-Schild übersehen haben, was uns eine kaum nennenswerte Strafe von schlappen 70 Euro einbrockte. Die Prüfung, die knapp zwei Drittel der Einheimischen nicht bestehen, lief aber überaus zufrieden stellend, vier von fünf von uns haben sie bestanden. Sehr erleichtert vertrieben wir uns die Zeit bis zur mündlichen Prüfung dann shoppenderweise in der Bozener Innenstadt, die auf alle Fälle einen Besuch wert ist. Die mündliche Prüfung verlief etwas weniger erfreulich, die Prüferinnen fühlten uns so richtig auf den Zahn. Wir waren alle sehr aufgeregt und nur zwei Schüler konnten das Gebäude glücklich verlassen. Einigen fiel es doch recht schwer, diese "Niederlage" zu verwinden, was die Stimmung zeitweise etwas dämpfte (stimmts, Jungs?). Am Abend war die Enttäuschung aber wieder etwas verflogen und wir machten es uns dann noch auf unserem Balkon gemütlich mit allerlei Gesprächen über die fragwürdige Passion des Bergsteigens, die Qualität des Shoppingangebots in den "Lauben", die Mentalität der Südtiroler (färben Berge auf den Charakter der Menschen ab? Warum sagt der Wirt außer "jo mei" und allerlei undefinierbaren Geräuschen wie "oi" und "ou" nichts anderes?) und zuletzt über Beziehungsprobleme, Männermangel und deprimierte Jungs. Am Morgen darauf mussten wir leider schon wieder abreisen, aber wenigstens der Abschied von unserem echt unitalienischen Gastwirt war sehr erheiternd und wir machten uns auf in Richtung Brixen, wo wir noch kurz Zwischenstation machen wollten. Diesem kleinen südtiroler Städtchen mangelt es keinesfalls an Charme und Herr Greiner konnte durch seine Beharrlichkeit und mit sehr viel Sensibilität dann doch tatsächlich einen Stimmungsumschwung bei unseren beiden Herren bewirken, die sich doch glatt im Kreuzgang die Geschichte der Bischöfe von Säben erklären ließen (währenddessen wir die durchaus einladenden Geschäfte der Altstadt visitieren konnten). Auf jeden Fall hat sich die Fahrt total gelohnt, auch für diejenigen unter uns, die ohne Zertifikat nachhause fahren mussten! Die Prüfung war eine echte Herausforderung, hat aber viel Spaß gemacht. Das Essen war super, der Wein lecker, auch wenn wir nicht mehr genau wissen, wie diese einzigartige Rebe, die nur hier gedeiht, heißt. Und zwei von uns haben jetzt sogar den italienischen Sprachführerschein in der Tasche! Was will man mehr? Ruth Zapf, K13 Cosa ha a che fare il patentino con l'italiano?La patente, in tedesco: Fahrerlaubnis, Führerschein. Führerschein?! Quando il sig. Greiner poco prima di natale ci ha annunciato che a maggio saremmo andati a Bolzano per l' "esame-patentino", non ci era ancora del tutto chiaro cosa fosse. Tuttavia sapevamo già che si trattava della prova di seconda lingua che i sudtirolesi potevano ottenere superando un esame alquanto ripugnante. Il "patentino" è molto richiesto nella terra dell'Adige e dell'Isarco. In primo luogo perché, iscrivendosi ad un'università italiana, vale come esame di lingua. In secondo luogo perché, come certificato, si tratta di un'ambita prova di qualificazione, che per ogni candidatura può valere dei punti. Sabato mattina presto, alle 8, io, Sabrina, Alexandra, Markus e Philip, più o meno sfiniti per i festeggiamenti della sera prima (discoteca "Ostwerk"!), siamo partiti per sostenere questo leggendario esame in Sudtirolo. Dopo un viaggio di quattro ore siamo arrivati in un piccolo paese dal nome S............... (com'è che si chiamava?), dove il sig. Greiner aveva organizzato le nostre stanze. La vista sul fantastico scenario montuoso tutto intorno quasi ci lasciava senza fiato e volevamo semplicemente starcene seduti lì per un pò ad ammirare il panorama. Dopo esserci sistemati in stanza, il sig. Greiner ci ha subito costretto ad un'escursione (sissignori, "escursione") alle "Tre chiese" (tra l'altro fantastiche), dove abbiamo appreso una dettagliata analisi degli affreschi di… (A.?, ma qual'era il nome?), prima di accennare ad un assaggio del gustoso cibo sudtirolese come risarcimento per le nostre fatiche. La sera l'abbiamo passata in piacevoli giri prima in un ristorante, dove il sig. Greiner ci ha richiamato alla mente ancora una volta un paio di "frasi retoriche" per l'esame orale ("ho ricuperato due anni d'italiano", mi ha poi aiutato molto all'esame - grazie!). Più tardi è seguita la parte (molto piacevole) in un locale molto meno sciccoso del paese. Beh, più lunga è la serata… Anche il giorno dopo, cioè il giorno dell'esame, è iniziato, e noi non ci siamo mobilitati come avremmo dovuto, giravamo così a zonzo tanto che il sig. Greiner si era già innervosito e per poco non arrivavamo in ritardo all'esame scritto! In tutta quella agitazione avremmo anche dovuto vedere un segnale di divieto di sosta, che ci ha messo nei guai con una multa di "appena" 70 euro. Tuttavia l'esame, che i due terzi scarsi delle persone del posto non superano, si è svolto rendendoci oltremodo soddisfatti, quattro di noi l'hanno superato. Molto sollevati, abbiamo poi passato il tempo fino all'esame orale facendo shopping nel centro di Bolzano, che vale comunque la pena di visitare. L'esame orale si è svolto in maniera molto meno lieta, le esaminanti ci hanno veramente tastato il polso. Eravamo tutti molto nervosi e solo due di noi hanno potuto lasciare l'edificio contenti. Per alcuni è stato veramente difficile superare questa "sconfitta", che a volte mitiga gli umori (giusto ragazzi?). Ma la sera la delusione era già volata via e ci siamo accomodati di nuovo sul nostro balcone aprendo ogni sorta di discorso sulla dubbia passione degli alpinisti, la qualità delle offerte commerciali nei "gazebo", la mentalità dei sudtirolesi (le montagne influenzano il carattere degli uomini? E perché l'oste ha detto "jo mei" e ogni sorta di fruscii indefinibili come "oi" e "ou"?) e infine sui problemi relazionali, la superficialità degli uomini e sui ragazzi depressi. Purtroppo il giorno dopo siamo dovuti ripartire, ma almeno la separazione dal nostro oste "non-italiano" è stata molto divertente, e ci siamo messi in direzione di Bressanone, dove volevamo ancora fermarci per un pò. Questa piccola città sudtirolese manca senza dubbio di fascino, ma il sig. Greiner è riuscito con la sua tenacia e con molta sensibilità a cambiare veramente l'umore di entrambi i nostri signori, che nel chiostro si sono lasciati raccontare senza complicazioni la storia dei vescovi di Sabiona (mentre noi potevamo visitare i negozi invitanti del centro storico). Ad ogni modo il viaggio ne è valso la pena, anche per coloro che tra di noi sono dovuti tornare a casa senza certificato! L'esame è stato una vera e propria sfida, ma è stato veramente divertente. Il cibo era eccellente, il vino buono, anche se non sappiamo esattamente come si chiami questa incomparabile vite, che cresce qui. E due di noi adesso hanno addirittura il patentino di lingua italiana in tasca! E cosa si può volere di più? Ruth Zapf, classe 13 |